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August 13

 

 
 
Quando nella nostra vita subentrano improvvisamente uno o più avvenimenti di una certa portata,
 tutto quello che ci teneva impegnati fino ad allora, viene davvero ridimensionato.
Quasi sorrido, adesso, per le cose che mi carpivano mentalmente ed emotivamente qualche tempo addietro.
In un batter di ciglia sono crollati tutta una serie di codici e di convinzioni che ritenevo insindacabili per un corretto vivere.
Sappiate che potete scegliere se alzarvi al mattino con il sorriso o con il pianto. Qualsiasi sia il motivo! So bene quello che dico.
Non relegate ad altri il fardello della vostra pena. Troppo comodo.

C’è davvero di  peggio in giro, lo so...
Eccome se lo so.
 
August 12

Lei...

 

 

 
Silenziosa camminava per stanze buie e sconosciute.
Osservava la notte circostante e udiva da lontano, la tempesta in arrivo.
Rumori lontani e rugginosi striavano il silenzio apparentemente quieto, scandendo il tempo sincopato del suo petto.
Lampi di luce lontani spaccavano il buio dando un atmosfera elettrica ad un aria che, già di per se, era un brivido. Il vento annunciatore di nefaste ire, entrava da finestre spalancate, nivei tendaggi delicati si muovevano come fantasmi ondeggianti e ossessivi.
Scalza e delicata come un gatto invadeva, con il suo profumo, quelle stanze tenebrose i suoi capelli vivi d’aria le investivano il viso frustandole anche i pensieri... 
 
sbalzi d'umore:(...) Niente le dava pace, echi di musiche lontane e attimi di visi sbiaditi dal tempo provocavano quel dolore sordo che solo la notte  permetteva  venisse fuori con  tutto il suo fragore dilaniante......
 
hurry:(...) Il temporale in arrivo, non era nulla in confronto a quello che stava avvenendo dentro di lei. Il vento cominciò a dilaniarle anche i pensieri, implacabile rodeva la sua anima, graffiava il suo cuore; polverizzando che, come macabra sabbia, scivolava inarrestabile nella  clessidra della vita...
 
sbalzi d'umore: (...)La vita come una mano a poker, le carte erano finite però,
giù il mazzo, giù le maschere, alzarsi, la sensazione di stare in mezzo fra sogno e realtà e vagare in quel labirinto fatto di stanze fredde senza una meta precisa, senza un bagliore di luce che le facesse intravedere la strada...
 
hurry:(…) Rivedeva, in immagini fluttuanti,  un riflesso sbiadito dei suoi sorrisi, di quella gioia ormai perduta da tempo e della quale non le rimaneva che un sospetto. Emise un gemito silenzioso . Vedeva le corse di un bambino biondissimo su spiagge bianchissime e, per un attimo; solo per un attimo, un lampo di serenità attraversò quello sguardo cupo… chi avesse posato gli occhi su di lei in quell’istante, avrebbe pensato di vedere gli occhi di una donna felice…

lord khazaad : (...) Quella nota di felicità si eclissò, sommersa dalla violenza della disperazione. Si sentiva come al centro di un'eterna battaglia, cruenta, sanguinosa e inevitabile: da una parte, le reminescenze della luce del passato, dall'altra il timore delle tenebre future. E Lei, sola, in quella sua guerra diacronica.
"Faites vos jeux, Madmoiselle!"
Il suo sguardo spaziò lungo tutta la cronologia dei suoi ricordi, anche quelli non vissuti, anche quelli sperati e mai realizzati, anche quelli sognati e non coronati, come un condannato a morte che rivive la sua vita al rallentatore, guardandola nella canna di un fucile.
La sua scelta sarebbe stata il suo fucile; le sue azioni, la sua morte.
Suoni, immagini, profumi, sensazioni: squarci di vita su impalpabile tela.
"Les jeux sont faits...rien ne va plus."
Aveva scelto. Le lacrime erano sparite. Ora, il terribile silenzio

Silvia : (...) Un vento gelido la colpì
... e in un attimo capì che quel vento non era così freddo come il suo cuore.
Un cuore prosciugato e dilaniato di tutto l'amore che un tempo aveva saputo donare....
 
hurry: (…)  Sapeva di dover riprendere la sua vita in mano...
...sapeva benissimo che se non fosse intervenuta con quel briciolo di speranza che le regalava il suo orgoglio, gli eventi non sarebbero cambiati.
Poteva piangere, dibattersi in questa vischiosa vicenda, ma nulla poteva migliorare la sua condizione se non, lei stessa.
Da troppo tempo qualcuno tirava i  fili del suo esistere facendola danzare come un patetico burattino e, da troppo tempo, il regista di questa sua condizione si era incattivito...
 
 °†Cioccolata Calda†°: (…) dove guarderanno i suoi occhi, dove andranno i suoi passi… i suoi desideri… Un’ alba e un tramonto e Lei chissà forse è ferma lì ad osservare fuori dalla finestra, ad ammirare il suo giardino, a  custodire il suo segreto giorno per giorno.
…avrà un nome, un sorriso e tante cose da raccontare, una casa o forse un gatto, un libro dove leggere la storia di altri.
Oh Donna....ma come vorrei leggere nei tuoi occhi, vorrei seguire i tuoi passi per giungere alla tua finestra, al tuo giardino ed essere la protagonista del tuo libro. "
 
Vanel  (…) Il vento forte e gelido sbatteva anche i  tre ragazzi che stavano fermi sulla ferrovia in disuso. In basso sotto le finestre di Lei. Tengono fissi gli occhi davanti a loro, incollati nel buio untuoso e fetido del vicolo (..cieco..) il rumore rugginoso adesso si fa più forte … Il treno! Non è propriamente un treno è … è nero e scuro in maniera del tutto innaturale ed è innaturalmente più grande di un treno normale . Non riesco a capire quanto è lungo perché vedo solo la motrice e una scia nera dietro. La motrice che sferraglia con quel rumore assurdo di ferro graffiato ed  il rumore di sottofondo di noci che si frantumano. La motrice! e quando me ne accorgo spalanco la bocca, ha i denti aguzzi ed enormi ed un unico occhio rosso gelatinoso; un unico occhio fatto di sangue.  –“Il colore rosso carminio” -  avrebbe detto il mio insegnante di disegno, con la voce stridula “.. usate il rosso carminio”- (… per il sangue) . Un unico occhio rosso e membra spappolate che galleggiavano al suo interno. Non mi esce nessun suono o forse si.. ma un'altra volta il ghiaccio mi stacca violentemente la carne dalle ossa, mi immobilizza … poi uno schianto fortissimo ed il suono delle ossa frantumate mi trapassa il cervello. Le membra dei tre ragazzi vengono sparpagliate qua e là , pezzi di cervello e interiora arrivano a miei piedi. Capelli biondi appiccicati ad un ammasso di carne rossa e ossa che deve essere quello che resta di una testa. Il treno passa e non si ferma. Il tempo invece si, quello si ferma. Il tempo si ferma e lascia per terra e sul muso della motrice pezzi sanguinolenti di membra ossa e vestiti. Incollati insieme. Per sempre.
E Lei nella penombra della sua stanza si sposta i capelli corvini, e tira fuori con un sorriso i suoi denti da vampiro ed un solo pensiero. La sua mano destra scende sul seno, quella sinistra invece si nasconde ancora più in basso. Alza lo sguardo e mi vede, sul bordo del palazzo. Mi sorride …. lascia uscire i suoi pensieri, questa volta tanti, dalle finestre aperte, nel vento freddo. Io apro le mie ali nere e scendo verso Lei accompagnato dai suoi pensieri. Scuri freddi e taglienti …
 
hurry: (...) ...e non contempla più lo spettacolo. Ride senza gioia attendendo l'essere dalle ali nere.
Quel riso, però, le muore sulla faccia in un istante. Una pallottola d'argento le esce dal cuore facendola svanire in una nuvola di polvere fetida. Solo il tempo di sbarrare quegli occhi gelidi per riempirseli di lui e morire. Dietro c'è lei.
Capelli biondi come il grano, occhi azzurri come il cielo... armata.  Lo aspetta seria mentre osserva l'orrore appena accaduto, con pena...
 
hurry: (...) ... Pensava " Perché è stato dato a me l'orrore di  vedere tanta crudeltà?"
...Sentiva nell'aria l'odore del sangue. Lo percepiva anche nella pioggia che le bagnava il viso sporcandolo con piccole gocce rosse, ogni goccia un lamento, una sofferenza che le straziava l'Anima ma che la fortificava nella sua determinazione. Si girò a vedere due occhi attenti che la osservavano. Non calò il suo sguardo.
"Ben trovata" disse lui. Lei lo guardava e basta...
"Com'è che colpisci alle spalle ,adesso?" continuò lui...
..."Volevo ti vedesse... volevo ti guardasse mentre moriva o la liberavo..." pensò lei.
Disse invece: "Un po' da vecchio film dell'orrore questi scenari sai? Vampirelle assetate e sexy, scene splatter... Mi sono adeguata, ti piace l'idea della pallottola d'argento? Avevo anche un paletto ma faceva troppo Buffy..." disse sarcastica.
Lui rise di gusto, lei no.
Lui fece un passo improvviso verso i lei e lei, si ritrasse nello stesso tempo aprendo le sue ali bianche pronte al volo che rischiararono quella atmosfera tetra. Vide quegli occhi che tanto aveva amato... e che tanto amava. Lui si fermò,  fece una smorfia che era, più che altro, un sorriso amaro...
" Sempre più belle..."
 
Vanel: (...) "Sempre più belle le sue ali."
Si ormai erano forti e bianche, ormai aveva imparato ad uccidere i suoi incubi. Non le servivano più cavalieri e cortigiane... non le servivano più sogni disperati. Non le serviva più portarsi le mani alle orecchie per non sentire il suo grido muto.
Tornai alla finestra, la osservai in mezzo  alla luce che dolcemente stava inondando quella stanza buia. La luce restituì i giusti colori alle cose. Guardai il cielo. Era ancora buio. Le membra dei ragazzi erano state divorate in fretta da tre iene affamate. Le fauci voraci , l'alito che puzzava di cadavere. Aprii le mie ali nere e tornai sul cornicione dell 'edificio grigio e mezzo distrutto, distante poche decine di metri.
Mi appollaiai là. Di nuovo. La vidi alla finestra... si era affacciata adesso e mi guardava gli occhi blu ... bianca e luminosa, i capelli biondi e lucenti. I pensieri sempre gli stessi. Era di nuovo mutata, era tornata quello che era. Quanto sarebbe durato questa volta?  Avrei aspettato tutta la vita per Lei , la scena si ripeteva all'infinito da ormai troppi anni tutti i giorni ... i ragazzi di nuovo sulle rotaie, lontano un fischio del treno.. più in basso nelle tenebre tre iene aspettavano. Mi venne in mente l'uroboros...ma questo ciclo stava per finire. La mutazione era quasi al termine.
 
 
 
Un altro probabile finale:
 
£üߥ ...Aspettava, muta e trepidante, che arrivasse colui che le avrebbe portato la luce, colui che le avrebbe portato la vita.
Era andato lontano, lui, molto lontano e lei non riusciva più a coglierne i tratti del viso, del corpo. Non ricordava più il suo aspetto, solo il suo profumo, lo stesso profumo che respirava in quel momento.
Si voltò.
Aveva scorto il suo cavallo in lontananza, aveva capito che finalmente era tornato.
La luce la investì e lei per un attimo chiuse gli occhi, timorosa che quella fosse solo una visione, come nei sui primi sogni.
Lui si avvicinò e le accarezzò le guance rigate di lacrime.
Lei si lasciò accarezzare e un brivido le percorse la schiena.
Era tornata la sua luce.

...Chi ha voglia, fantasia... chi vuol regalare un emozione, un ricordo, una speranza o anche solo un sorriso a "Lei".
Continui pure questo mio delirio...  o si allacci, se lo desidera, ai passi già iniziati di questa strana "danza"

 

 

Joan Crawford


 

- Il Vento dell' Est -